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Il liutaio

Alberto De Gattis

Costruisce chitarre e bassi elettrici dal 2011. De Gattis Guitars è la sua bottega: un marchio piccolo per scelta, dove ogni strumento passa dalle stesse mani dal disegno alla consegna.

Alberto De Gattis carteggia a mano il corpo di una chitarra sul banco della bottega

Le origini

Ci sono storie che cominciano con un uomo. La mia comincia con un nome.

De Gattis

Da dove venga per davvero non lo sapremo mai. Alcune tradizioni portano le sue radici oltre le Alpi, fino alla Bretagna; altre tracce si fermano a Viterbo. Poi il cammino prende la via del Sud, verso la Calabria, fino a Martirano, dove si racconta che un ramo della famiglia arrivò nel Quattrocento.

I secoli passarono. Il nome rimase.

Molto tempo dopo arrivò a mio nonno. Era falegname: conosceva il legno, le sue venature, il suo carattere. Poi la musica entrò nella sua vita e il suo cammino cambiò. Il falegname diventò direttore d'orchestra.

Io sono nato a Cosenza e costruisco a Rende, pochi chilometri più in là. Sono nato nella musica: musicista, poi compositore, ho passato anni a cercare il suono, fino a chiedermi cosa ci fosse prima. Prima della nota. Prima della vibrazione. La risposta mi riportò dov'era partito mio nonno. Al legno.

Mio nonno: legno → musica.Io: musica → legno.Due generazioni. Due direzioni opposte. Un unico destino.

Fu così che divenni liutaio, e nacque De Gattis Guitars. Non per costruire semplicemente chitarre, ma per cercare il punto in cui la materia incontra il suono.

Quegli anni al banco valgono più di tutto il resto: una tavola la scelgo sentendo cosa farà, non contando quante ne ho scelte prima. Ogni legno è diverso, ogni venatura è irripetibile, ogni strumento nasce una volta sola.

Per questo una De Gattis non è soltanto una chitarra: è la memoria di una famiglia, la cultura dell'artigianato italiano e la ricerca di un musicista.

Il viaggio forse è iniziato molto lontano. Forse non conosceremo mai ogni sua tappa. Ma sappiamo dove continua.

Nelle mie mani. Nel legno. Nella musica. E nelle mani di chi sceglierà di portarla con sé.Il nome è antico. La musica è eterna. La chitarra è il mio modo di farli incontrare.

De Gattis Guitars — Handmade in Italy.

Il liutaio

Alberto De Gattis ha studi di arte, musica ed economia alle spalle, e un master in ingegneria del suono. È la ragione per cui in questa bottega il legno e i numeri non sono due mestieri separati: la forma di un corpo, lo spessore di una tavola e il modo in cui lo strumento risponde sono lo stesso problema affrontato tre volte.

Oltre a costruire, ha lavorato come guitar tech per Steve Vai e per Federico Poggipollini, chitarrista di Ligabue. Sono anni passati dietro il palco, su strumenti che devono funzionare la sera stessa: è lì che si impara cosa si muove, cosa si rompe e cosa un musicista non ha il tempo di sistemare da solo.

Una De Gattis Modern Primitive è nella collezione di Steve Vai, catalogata sul suo sito ufficiale come SV 362. Una seconda è stata costruita per Russell Crowe e consegnata al Magna Grecia Film Festival di Catanzaro. Guitar Club se ne è occupata due volte, nel 2016 e nel 2023. In bottega, oggi, accanto alle elettriche ci sono un violino e le prime acustiche.

Uno strumento De Gattis non è semplicemente costruito: è concepito, progettato e lavorato perché abbia carattere, resa e durata.

2011
L'anno in cui è cominciata
Una persona
Dal disegno alla consegna, senza passaggi di mano
Modelli depositati
I disegni dei modelli originali sono depositati e tutelati

Il metodo

Uno strumento per volta, sempre nello stesso ordine.

  1. Sagoma di un corpo appoggiata sul banco, accanto alla tavola da tagliare

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    Prima si disegna

    Ogni modello esiste come disegno prima di esistere come legno: sagoma, spessori, posizione del ponte, angolo del manico. È la parte che non si vede e che decide tutto il resto — un millimetro sbagliato qui non si recupera più a valle.

  2. Corpo in mogano con le camere di alleggerimento scavate all'interno

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    Poi si toglie

    Camere di alleggerimento, cavità dell'elettronica, sedi delle due barre in carbonio che attraversano il manico. Le barre sono di serie su ogni modello e si tolgono solo a richiesta: irrigidiscono senza aggiungere peso, ed è quello che tiene fermo il manico quando lo strumento cambia clima.

  3. Tavola di acero figurato incollata sul corpo, accanto al manico con la tastiera

    03

    Alla fine c'è una mano

    La tavola si sceglie una alla volta, perché il legno figurato non è mai due volte uguale. Da lì in avanti — carteggiatura, finitura, montaggio, collaudo — si va a mano, ed è la parte che decide se lo strumento è finito o soltanto assemblato.

Rassegna stampa

Quello che ne hanno scritto gli altri.